La capacità di soffrire e quella impressionante produttività del Pipita

Altalena di emozioni a Bergamo. Edi Reja, l’uomo che ha riportato gli azzurri a galla dagli abissi della serie C, guida un’Atalanta decisa ad avere un ruolo completamente diverso da quello di spettatrice, anche nelle partite più difficili. Lo ha dimostrato all’Olimpico, lo ha confermato al cospetto di un Napoli a cui servivano i tre punti a qualsiasi costo. Lo stadio Atleti Azzurri d’Italia si ripropone, infatti, come campo ostico, presentando i suoi beniamini in grande forma, capaci di rallentare il palleggio degli uomini di Sarri e di minarne le certezze difensive. I partenopei non riescono a esprimere il loro miglior calcio e il nervosismo si ripercuote anche sulla capacità realizzativa del Pipita Higuaìn. Le ripetute occasioni sciupate dal capocannoniere lasciano intendere che non è una giornata facile per gli azzurri, ma una follia di De Roon scrive l’inizio di una nuova partita. Il fallo di mani ad anticipare proprio l’argentino dà la possibilità ad Hamsik di sbloccare la gara dal dischetto e di far valere l’utilità della Goal Line Technology. Non è però, come detto, il solito Napoli padrone del campo, tanto che bastano pochi minuti ai padroni di casa per scardinarne la difesa con i tre uomini più pericolosi. La combinazione tutta argentina Moralez-Denis-Gomez è micidiale: Reina, già chiamato a dir la sua in un paio di occasioni, non può niente sulla rasoiata del Papu. La partita torna in pari, si confermano le difficoltà per gli ospiti, complice un centrocampo sottotono. L’attitudine delle squadre di Sarri a colpire su calcio piazzato non ha avuto fin ora grande espressione da parte di questo Napoli, ma è proprio da questa situazione che nasce il nuovo vantaggio. La firma è la solita. Gonzalo Higuaìn riscatta le chances fallite in precedenza con un colpo di testa da calcio d’angolo che torna a far sentire aria di 3 punti. Ma la giornata no dei centrocampisti napoletani si materializza nell’ingenuità di Jorginho. L’italo-brasiliano sbaglia l’ennesimo controllo di giornata e guadagna il secondo giallo in pochi minuti. L’inferiorità numerica spinge il Napoli a schiacciarsi, ma in questa condizione la squadra campana riesce ad esprimere la grande organizzazione difensiva che l’ha caratterizzata in questi ultimi mesi. Non riesce a passare l’Atalanta, allunga il Napoli. Lo sbilanciamento dei nerazzurri concede, infatti, a Higuaìn la possibilità di un contropiede che difficilmente, con la sua qualità, può sbagliare. Altri due gol, dunque, per l’inarrestabile numero 9. L’esplosività di Mertens regala, infine, ad Hamsik la possibilità di siglare un altro rigore, ma lo slovacco mira troppo in alto, a testimoniare la giornata buia (tolto il gol) del capitano azzurro. Si dice che siano le vittorie più sofferte a determinare le sorti dei campionati. I tre punti portati a casa da Bergamo vengono al termine di una gara non troppo brillante, ma paziente. La capacità di soffrire, di arginare l’inferiorità numerica, la produttività impressionante di Higuaìn aumentano però la consapevolezza del Napoli, che conserva il secondo posto, ma soprattutto torna a vincere, che non è mai un dettaglio.

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